Orto 2022

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Orto 2023

Potatura e legatura della vite con i salici – Febbraio 2022

#Potatura e #legatura della #vite con i salici

Vite in campo

Legatura

legare le viti


Una volta terminata la potatura, corta o lunga che sia, è necessario ancorare la vite ai supporti dell’impianto (tutori, pali, fili) mediante opportune legature per evitare che il vento forte possa spezzare la pianta e per agevolare la vite nel mantenere la forma di allevamento scelta. È importante che la legatura sia quanto più possibile aderente al palo/tutore e che sia “dolce”, ovvero non troppo stretta (per evitare che la sfregatura possa danneggiare il legno) e senza strozzature. La legatura può essere effettuata con diversi materiali: plastica, rafia, biodegradabile ed altri. Per ovvii motivi ambientali, ma anche estetici, è preferibile utilizzare fili biodegradabili, al massimo la rafia, escludendo del tutto l’uso della plastica. Ma la scelta ecosostenibile per eccellenza è un’altra ed è rappresentata dal ramo di salice in quanto biologico e biodegradabile, ma anche sicuro in quanto, essendo vegetale, avvolge dolcemente la pianta senza provocarle danni di alcun tipo.

Il filare

La legatura

A novembre i contadini raccoglievano i rami rossi dei salici (i cosiddetti stropari) piantati lungo i fossi di drenaggio e la sera, dopo cena, ci si sedeva in casa e si faceva una cernita: da una parte la stropa, il corpo centrale del ramo, grosso e flessibile, dall’altra i stropeini, i rametti sottili che partivano dalla stropa. Successivamente si andava nel vigneto e si usavano i stropeini per legare i tralci della vite ai fili di ferro, mentre la stropa veniva impiegata per legare il fusto. La vite infatti è una pianta rampicante, e se non viene addomesticata cresce storta.

Link

La potatura e legatura Azienda Agricola Rinaldi Graziano


Foliage? Fogliame di casa, Autunno magico

Fogliame d’autunno

Errore di recupero del file multimediale

Si sta come
d’autunno
sugli alberi
le foglie.

Ungaretti, Soldati

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Balle di Fieno – Giugno

Giugno 2021 – Balle di Fieno e Orto

25 Giugno 2021

Farmlife – June – Balle di Fieno

Le balle di fieno

Le balle di fieno, composte da erba essiccata, vengono raccolte e immagazzinata ai fini di alimentare animali da allevamento, in particolare bovini, equini, caprini e ovini.

Anche piccoli animali domestici come conigli e piccoli roditori possono mangiare fieno.
Soprattutto per i conigli l’alimentazione corretta è a base di fieno, senza cereali, pane, pellets o quant’altro.
Il fieno per i conigli rappresenta l’alimento principe, importante anche per mantenere una corretta masticazione, consumando i denti ed evitando problemi di malocclusione.
Sconsigliato invece per i suini, che non digeriscono bene le fibre vegetali della pianta.

Il fieno viene usato come alimento anche quando non ci sono abbastanza pascoli a disposizione, a causa delle condizioni climatiche avverse, come in inverno oppure dove sono carenti i pascoli disponibili come nelle zone a coltivazione agricoltura intensiva.

Il fieno viene tagliato e raccolto più volte nel corso dell’anno.
A seconda del periodo in cui avviene questa operazione, prende nomi diversi:

  • fieno di primo taglio, meno pregiato
  • fieno di secondo taglio, quello più pregiato
  • fieno di terzo taglio è invece quello con qualità nutritive inferiori.
Stirpe di Terra _ Rinaldi Graziano


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Orto di Maggio 2021 Pomodori, Melanzane, Fagiolini, Bietole….Semenzaio

Orto a Maggio

Calendario dei trapianti di Maggio

Il mese di maggio è molto impegnativo per l’orticoltore, si cominciano a raccogliere molti ortaggi: gli asparagi sono al loro culmine, vi sono poi le bietole, le carote, i primi cetrioli, la cicoria da taglio, cipolla bianca, pisello, fava, ravanello. Nelle serre sono già pronti i fagiolini, lattughe, melanzane, pomodori e zucchine. Molte aromatiche sono poi nel loro pieno sviluppo. In questo periodo bisogna prestare attenzione regolarmente alle nostre piante: monitoriamo la presenza di parassiti, marciumi, crittogame o se si manifestino delle carenze. Questa abitudine ci aiuterà ad intervenire prontamente riducendo i danni al minimo.

Orto mese di Maggio

L’orto della Selva Armoniosa

I musei del cibo nel parmense, il pomodoro

Coltivazione idroponica del pomodoro

Idroponica

PER IL SOCIALE

La produzione in locali protetti garantisce salubrità del prodotto 365 giorni all’anno, non si impoveriscono i terreni e si utilizza meno terreno per le coltivazioni rispettando così le oasi naturali del territorio limitrofo. Per produrre le stesse quantità prodotte in 12 ha di serre ci sarebbe bisogno di 40 ha di terreno a cui si dovrebbero aggiungere altri 80 ha per le doverose rotazioni colturali. Si è rivitalizzata inoltre una zona a bassa necessità di manodopera creando posti di lavoro fissi (non stagionali) e indotto per attività ricettive ed aziende terze per le necessarie manutenzioni.

TRASFERIBILITÀ/REPLICABILITÀ DELL’INNOVAZIONE

Il processo è ripetibile e replicabile nei terreni limitrofi alle centrali di biogas di proprietà. Ogni centrale può potenzialmente generare calore per un determinato numero di ha di serre. Avendo 23 centrali biogas è possibile replicare il processo in altri 21 siti in Italia (2 già attivi, Crevalcore ed Ostellato).

Scelgo un video prediligendo l’Imprenditoria Femminile

19 Marzo – Festa del Papà – Raviole Bolognesi

Le Raviole di San Giuseppe Bolognesi

Raviole di San Giuseppe

Viaggio nella valle del Po

Alla ricerca dei cibi genuini

La civiltà di un popolo
Il cineturismo è un modo oggi di tendenza per rivivere scene di grandi capolavori del cinema e il territorio ferrarese, forgiato con il lavoro duro e ostinato delle sue genti, si è ben prestato nel cinema italiano d’autore all’ambientazione di storie spesso drammatiche, di esistenze tormentante, di intense passioni.
La città, il Po, le valli e il delta hanno sempre esercitato un fascino particolare su grandi registi ferraresi, come Michelangelo Antonioni, Florestano Vancini o Folco Quilici, e non solo.
Intervista realizzata nel corso del Viaggio sul Po (a.a. 2007-08) degli studenti dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo

“I MIGLIORI VINI ITALIANI” DI LUCA MARONI.

“I MIGLIORI VINI ITALIANI” DI LUCA MARONI. 




Dai “fantastici 4” a “attenti a quei due”, ovvero “sua eccellenza” Tenuta San Guido, Bolgheri Sassicaia 2008, e Gianfranco Fino, Primitivo di Manduria Es 2009, simbolo del riscatto della Puglia del vino: ecco i due vini che mettono d’accordo tutte le guide del vino 2012 dopo che anche l’“Annuario dei Migliori Vini Italiani 2012” di Luca Maroni ha svelato le sue “eccellenze” (valutazione da 88/100). Riducendo da 4 a 2 soli vini la “classifica delle classifiche” (“via” Giacomo Conterno, Barolo Monfortino Riserva 2004 e La Cerbaiola-Salvioni, Brunello di Montalcino 2006), emersa dall’incrocio di WineNews delle liste dei migliori delle guide 2012 di Gambero Rosso, L’Espresso, Veronelli, Ais-Bibenda e Slow Food.
Ma quali sono, in assoluto, i top per la guida di Maroni? “Miglior produttore italiano” è Firriato (Sicilia). I “miglior bianco”, con 98 punti sono il Tabano Bianco 2010 Montecappone (Marche) e il Falerno del Massico Vite Aminea 2010 Nugnes (Campania); i “miglior rosso”, 98 punti, il Vecciano 2008 Barbanera Duca di Saragnanno (Toscana), l’Edizione Cinque Autoctoni Sa Farnese e il Montepulciano d’Abruzzo Janù 2006 Jasci & Marchesani (Abruzzo), il Ribeca 2009 Firriato (Sicilia), il Ruché Di Castagnole Monferrato Docg Laccento 2010 Montalbera Terra del Ruché (Piemonte), e il Baccarossa 2009 Poggio Le Volpi (Lazio); il “miglior rosato” (97 punti) è il Merlot Unico Rosato 2010 Tenuta Ulisse (Abruzzo); i “miglior vino dolce” (97 punti) l’Abraxas Passito di Pantelleria Doc 2009 Abraxas (Sicilia), L’Autentica 2009 Cantine del Notaio (Basilicata), il Picolit 2008 Dri Giovanni Il Roncat (Friuli Venezia Giulia) e il Moscadello di Montalcino Doc 2009 La Poderina (Toscana).
Per gli spumanti, i trentini l’Aquila Reale Riserva 2004 di Cesarini Sforza e il Brut Rosè Excellor Arunda sono i miglior “metodo classico” e “rosè metodo classico”. Il “miglior charmat” è il Pinot Nero Spumante Extra Dry Sa Vanzini (Lombardia). Veneti il “miglior rosè charmat”, il Rosè Spumante Extra Dry Conte Collalto e il “miglior prosecco”, il Valdobbiadene Cuvée del Fondatore Sa Valdo. “Miglior Lambrusco” il Marcello Lambrusco Ariola “Emilia Romagna”, e “miglior spumante dolce d’Italia” il Recioto Zonin (Veneto).
Focus – Ecco i premi speciali dell’Annuario de “I Migliori Vini Italiani 2012” di Luca Maroni
Premio “Vino è Cultura” della Città di Roma al miglior produttore italiano assoluto – Firriato – Sicilia
Miglior Vino secondo indice Valor-Prezzo (Vp) – Montepulciano d’Abruzzo 2010 Bove Abruzzo Valutazione 88/100, Euro 1,9
Miglior vino secondo indice Quali/Quantitativo (Qq) – Prosecco Superiore Extra Dry Carpenè Malvolti – Veneto – Valutazione 88/100, bottiglie 3.550.000
Miglior vino secondo indice di Acquistabilità (Acq) – Montepulciano d’Abruzzo Rocca Ventosa 2010 – Cantina Tollo – Abruzzo – Valutazione 92/100, Euro 2,8, 1,3 milioni di bottiglie
Riconoscimenti alla biodinamica …
Miglior vino bianco biodinamico, 92 punti: Dadelio Bianco 2010 Cascina San Lazzaro – Piemonte
Miglior vino rosso biodinamico, 88 punti: Cabernet Sauvignon Pro.Vino Biodinamico Vigneto San Vito – Emilia Romagna
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sito di Luca Maroni: