Culatello di Zibello D.O.P – Presidio Slow Food



Il re dei salumi dalla tradizione alle nostre tavole

Il Culatello di Zibello è patrimonio, ricchezza, di quella particolare terra adagiata lungo il grande fiume Po e avvolta dalla nebbia, che è fattore determinante, regime climatico insostituibile per la maturazione e la stagionatura del Re dei Salumi, la cui arte, tramandata da generazioni, racchiude in sé la storia di una terra, le tradizioni della sua gente e le caratteristiche del clima particolare.
Dalle cantine della Bassa parmense alle tavole nazionali il percorso del Culatello è stato, storicamente, tutt’altro che breve.
Per molti secoli, infatti, il nome e il prestigio del Culatello sono rimasti circoscritti alle zone d’origine; patrimonio della gente della Bassa che sola sapeva apprezzarne il gusto e conservarne i segreti.

Il culatello viene comunemente identificato come un salume insaccato in un involucro naturale, che solitamente è la vescica del maiale. 
Grazie anche al prestigioso riconoscimento Europeo di Denominazione d’Origine Protetta – DOP (ottenuto con regolamento CE n°1263/96), oggi il consumatore ha imparato a conoscere ed apprezzare la squisitezza del “Culatello di Zibello”, un prodotto di salumeria costituito dalla parte anatomica del fascio di muscoli crurali posteriori ed interni della coscia del suino, opportunamente mondati in superficie e rifilati fino ad ottenere la classica forma a “pera”. Nella miscela di salagione sono presenti: sale, pepe intero e/o a pezzi ed aglio, possono inoltre essere impiegati vino bianco secco, nitrato di sodio e/o potassio nel rispetto dei rigorosi termini di legge.


La Denominazione d’Origine Protetta – anche DOP in sigla – è un marchio di qualità dell’Unione Europea che viene attribuito – in base a precisi regolamenti comunitari (*) – a quegli alimenti le cui peculiari caratteristiche qualitative dipendono essenzialmente o esclusivamente dal territorio in cui sono prodotti.Definito “Re dei salumi” è sicuramente tra i più noti e celebrati; ogni anno poco più di 60.000Culatelli di Zibello si possono fregiare della DOP e, da oggi, anche del marchio dei produttori aderenti al Consorzio di tutela del Culatello di Zibello: una garanzia in più di unicità e tipicità del Culatello di Zibello DOP.
(*) La comunità Europea disciplina la concessione e l’uso dei riconoscimenti DOP con il Reg. CE. 510/2006 e il suo regolamento attuativo Reg. CE 1898/06


L’area di produzione
Il Culatello nasce in zone caratterizzate da inverni freddi, lunghi e nebbiosi, ed estati torride ed assolate nelle zone intorno alle rive del Po nei paesi di Busseto, Polesine Parmense, Zibello, Soragna, Roccabianca, San Secondo, Sissa e Colorno. La giusta alternanza di periodi secchi ed umidi consente la lenta maturazione dei salumi, durante la quale si sviluppano gli inconfondibili profumi e sapori che hanno reso celebre nel mondo il Culatello di Zibello DOP.

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Lo Sciacchetrà


Oggi pensieri di forza e coraggio vanno alle Cinque Terre e alle zone colpite dalla natura avversa e dall’incuria. Per chi promuove la cultura del cibo attraverso il territorio e il lavoro dei produttori, e per chiunque partecipa a preservare l’identità di un luogo, è importante dare un segno, partecipare attraverso la condivisione dei valori di un luogo e delle sue identità e delle sue genti.





Lo Sciacchetrà è uno dei vini passiti più celebri di tutto il patrimonio vitivinicolo italiano.


Prodotto nella zona delle Cinque Terre, splendido approdo turistico della provincia di La Spezia , lo Sciacchetrà si ottiene dalle uve dei vitigni di Riomaggiore, Monterosso, Coniglia, Manarola e Vernazza.


Lo Sciacchetrà è un vino raro, che si produce in piccole quantità. Identificato dallaDenominazione di Origine Controllata Cinque Terre, lo Sciacchetrà ha ottenuto anche il riconoscimento speciale del Presidio Slow Food, progetto per il recupero e la salvaguardia delle produzioni di eccellenza.
La composizione dello Sciacchetrà è costituita da uva Bosco, Albarola e Vermentin.
I vitigni sono quelli coltivati nei famosi terrazzamenti delle Cinque Terre, situati a ridosso della costa e soggetti alla salubre aria salsoiodica marina.
L’ uva viene lasciata appassire sino a Novembre inoltrato su apposite graticce che si trovano al riparo dall’ esposizione diretta al sole.
Al momento della vendemmia, l’ uva presenta un’ elevata concentrazione di zuccherina e il colore dei grappoli ricorda le sfumature dell’ oro.
Lo Sciacchetrà si accompagna perfettamente ai dolci tipici della zona oltre che ad alcune specialità regionali sia italiane che francesi: il pandolce genovese basso, il panforte di Siena, il torcolo di Perugia e il pan di spezie tipico di Reims.
Caratterizzato da note olfattive fruttate e speziate che ricordano la mela, l’ albicocca, l’ anice, lo Sciacchetrà sembra avere il dono di sprigionare le stesse note salsoiodiche che gli regala il mare. Il colore dello Sciacchetrà acquista intensità nel processo di invecchiamento: giallo paglierino dorato lo Sciacchetrà più giovane, ambrato con note di oro intenso lo Sciacchetrà più maturo.
Caratterizzato da una gradazione alcolica minima del 17%, lo Sciacchetrà si presenta al massimo delle sue qualità se servito ad una temperatura di 14°.
Un vino dolce, dunque, ma non troppo. Un vino secco e al contempo vellutato, capace di migliorare nel tempo.
vino di:

accedi alla sezione video
per prendere visione della struttura dell’azienda agricola, dei suoi spazi esterni, dei suoi meravigliosi panorami e degli appartamenti dell’agriturismo.


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Alba: Convegno "Pasta, tartufo e 2.0: la comunicazione Enogastronomica al tempi dei Food Blogger"

Ad Alba il convegno dedicato alla comunicazione del cibo nell’era del webPubblicato da:http://www.langheroero.it/Sezione.jsp?idSezione=681

Blogger, ricercatori ed esperti di web marketing si incontreranno venerdì 21 ottobre ad Alba per discutere sull’influenza del web nel mondo dell’enogastronomia. I food blogger sono oggi tra le più accreditate fonti di informazione per tutti gli appassionati di enogastronomia, veri e propri opinion leader del settore. Ed è molto usuale per gli utenti affidarsi alla piazza virtuale per scegliere dove mangiare, decidere cosa assaggiare, dove soggiornare o quale ricetta preparare, con una fiducia sempre maggiore nel passaparola che si sviluppa in rete. 


Ci sono blog dove nascono, si sviluppano e si evolvono dibattiti gastronomici la cui risonanza travalica la piazza virtuale. Una popolarità e un successo che trovano riscontro anche nella presenza di alcuni food blogger in trasmissioni televisive, in pubblicità, nell’editoria. Da questa analisi nasce l’idea del convegno “Pasta, tartufo e 2.0” che si tiene alle 17 presso il PalaMiroglio di Alba (via Santa Barbara, 11). Tra i partecipanti: Federico Guerrini, esperto di Web marketing; Cristina Gena, ricercatore del dipartimento informatica del Dams di Torino e coordinatrice del Progetto Wanteat, applicazione per conoscere al meglio le materie prime che illustrerà nel corso dell’incontro; Marco Bolasco, Direttore Editoriale Slow Food Editore e blogger; Massimo Bernardi, giornalista e blogger di Dissapore, tra i principali blog italiani dedicati all’enogastronomia. A moderare l’incontro ci sarà il Gastronauta, Davide Paolini.


L’incontro sarà anche l’occasione per esplorare il connubio tra pasta secca e tartufo, tema centrale dell’edizione 2011 della Fiera Internazionale Tartufo Bianco d’Alba. Nel corso dell’evento verranno premiate le tre ricette a base di questo nuovo abbinamento realizzate dai principali blogger di cucina.


Segui il convegno in diretta su tartufo.bbbell.it
Per maggiori info vedi:
con il link alla diretta streaming
Blogger, ricercatori, esperti di web marketing e opinion leader si incontreranno venerdì 21 ottobre nella capitale mondiale del tartufo per discutere sull’influenza del web nel mondo dell’enogastronomia. L’incontro sarà anche l’occasione per esplorare il connubio tra pasta secca e tartufo, tema centrale di questa edizione della Fiera. Nel corso dell’evento verranno premiate le 3 ricette a base di questo nuovo abbinamento realizzate dai principali blogger di cucina, protagonisti di un inedita “sfida gastronomica”.
Il portale del centro nazionale del Tartufo :
http://www.tuber.it/pagine/ita/truffle_club.lasso