Balle di Fieno – Giugno

Giugno 2021 – Balle di Fieno e Orto

25 Giugno 2021

Farmlife – June – Balle di Fieno

Le balle di fieno

Le balle di fieno, composte da erba essiccata, vengono raccolte e immagazzinata ai fini di alimentare animali da allevamento, in particolare bovini, equini, caprini e ovini.

Anche piccoli animali domestici come conigli e piccoli roditori possono mangiare fieno.
Soprattutto per i conigli l’alimentazione corretta è a base di fieno, senza cereali, pane, pellets o quant’altro.
Il fieno per i conigli rappresenta l’alimento principe, importante anche per mantenere una corretta masticazione, consumando i denti ed evitando problemi di malocclusione.
Sconsigliato invece per i suini, che non digeriscono bene le fibre vegetali della pianta.

Il fieno viene usato come alimento anche quando non ci sono abbastanza pascoli a disposizione, a causa delle condizioni climatiche avverse, come in inverno oppure dove sono carenti i pascoli disponibili come nelle zone a coltivazione agricoltura intensiva.

Il fieno viene tagliato e raccolto più volte nel corso dell’anno.
A seconda del periodo in cui avviene questa operazione, prende nomi diversi:

  • fieno di primo taglio, meno pregiato
  • fieno di secondo taglio, quello più pregiato
  • fieno di terzo taglio è invece quello con qualità nutritive inferiori.
Stirpe di Terra _ Rinaldi Graziano


Orto – Aprile 2021

Orto in Aprile – 2021

Le semine di Aprile

1 Aprile 2021 – Giornata con 23 Gradi
17 Aprile 2021 – Giornata fredda 12 gradi

Il Fico si sta formando, come è quando si pianta il fico


Cosa seminare ad aprile

Ad aprile è possibile iniziare la semina di tutti gli ortaggi che vorremmo raccogliere nel corso dei mesi estivi, anche nelle regioni solitamente dal clima meno mite, in cui la semina degli stessi all’aperto risultava sconsigliata nel mese di marzo. Ecco dunque giunto il momento di seminare pomodori, zucchine, melanzane e peperoni e di seminare o trapiantare le aromatiche, con particolare riferimento a prezzemolo e basilico. Dedicatevi inoltre alla semina di rucola a foglia larga o selvaticalattughe e lattughino, in vista della preparazione di piatti freschi e salutari nei prossimi mesi.


I lavori nell’orto secondo il calendario lunare

Luna crescente

La luna crescente è considerata il momento ideale per la semina di basilico, angurie, meloni, melanzane, peperoni, pomodori e zucchine, oltre che di carote e cetrioli. Nei giorni di luna crescente occupatevi di trapiantare lattuga, indivia, sedano, porri, fave e fagioli che avevate seminato al riparo in precedenza. Tra le erbe aromatiche potrete seminare in luna crescente salvia, timo, origano, coriandolo e erba cipollina. Se desiderate raccoglier erbe aromatiche e officinali da essiccare, dedicatevi a alloro, origano, prezzemolo, rosmarino, calendula, malva, tarassaco e timo.

La luna sarà crescente dal 13 al 26 aprile. Luna 🌒


Storia – I Vitigni dell’Emilia Romagna

I Vitigni dell’Emilia Romagna

Coltivazione di nuovi 9 Vitigni E.R.


Il Barbecue – Stirpe di Terra

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Un giro a Febbraio nella nostra terra

Vita in Campagna

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Zampone di Modena IGP


Zampone di Modena


Zampone di Modena IGP
Riconoscimento IGP: Reg. CE n.590/99.
Zona di produzione: stessa zona del Cotechino di Modena (oltre che in Emilia Romagna, nelle regioni di Toscana, Lazio, Marche, Piemonte, Lombardia, Veneto e anche nella provincia di Trento).
La leggenda racconta che la sua nascita sia dovuta ad un assedio che la città di Modena subì, nel XVI secolo, ad opera di Giulio II. L’impasto è praticamente lo stesso del Cotechino di Modena.
Si utilizza carne di maiale magra e grassa, macinata grossolanamente, unita poi a cotenna di maiale, tritata invece molto finemente.
Il tutto viene poi salato, speziato e insaporito con erbe aromatiche, lavorato con vino e conservanti ammessi dalla legge, quindi insaccato nella pelle della zampa anteriore del suino, ben pulita, raschiata e lavata accuratamente. Diversamente da altri tipi di salumi necessita di una lunga cottura prima del consumo. In vendita fuori dalla zona di origine soprattutto nel periodo natalizio, se ne trovano anche di precotti sterilizzati, apprezzati perché permettono di accorciare i tempi di preparazione. Al contrario di quanto si è portati a pensare, lo zampone è un alimento equilibrato. Classico è il suo accoppiamento con le lenticchie, si sposa ottimamente anche con i ceci, i fagioli e le patate. Esiste anche una versione che lo vede cotto direttamente nelle patate lessate e pressate.
CONSORZIO ZAMPONE MODENA COTECHINO MODENA
Storia:

Lo Zampone Modena e il Cotechino Modena devono la loro fama all’origine geografica dei luoghi dove tradizionalmente sono stati ottenuti. L’origine storica di queste produzioni risale a Modena molti secoli fa. Sono i padri di tutti gli insaccati che contengono cotenna. In seguito vennero prodotti anche nelle altre regioni dell’Italia centro-settentrionale, dove furono tramandate e diffuse le stesse conoscenze nell’arte di fabbricare tali insaccati di puro suino.
Zampone Modena. Gioia ad un animo triste.
Lo Zampone Modena avrebbe fatto la sua apparizione nel 1511 a Mirandola, a pochi Km da Modena, quando la città venne assediata dalle milizie di Papa Giulio II. In quell’occasione i Mirandolesi si sarebbero ingegnati per evitare che i maiali cadessero nelle mani degli invasori, macellandoli ed insaccandone le carni macinate nella cotenna, dando così origine al Cotechino, e successivamente nelle zampe, decretando la nascita dello Zampone.
L’originalità della forma consacrò la fortuna di questo prodotto nei secoli successivi.
Verso la fine del ‘700 nell’immaginario gastronomico collettivo lo Zampone Modena sostituì (insieme all’altrettanto famoso Cotechino) la salsiccia gialla che rese celebre Modena già nel Rinascimento. Nel 1800 consacrò il successo su larga scala del prodotto, come testimoniano gli scritti del gastronomo romano Vincenzo Agnoletti e le numerose testimonianze letterarie.

Emile Zola ammoniva ad esempio “se volete allegria, mangiate modenese, lo zampone dà gioia ad un animo triste”.
Cotechino Modena. Musica, maestro!
Il Cotechino Modena viene considerato il padre di tutti gli insaccati. Era già famoso all’epoca dei primi Stati Italiani come una delle più tipiche e prelibate preparazioni gastronomiche emiliane.
Nel Ducato di Milano si parlava del “coteghin” fatto a Modena, che si è poi diffuso in tutte le regioni dell’Italia centro-settentrionale.
Il compositore Gioacchino Rossini scriveva al signor Bellentani, uno dei pionieri della produzione su larga scala del Cotechino Modena, “Vorrei quattro Zamponi e quattro Cotechini, il tutto della più delicata qualità”.
Un idea per il palato

Zampone Modena con zabaione al cognac
Tempo di preparazione: 40
Ingredienti per 6 persone:
• 1 Zampone Modena IGP • 3 tuorli d’uovo • 1 cucchiaio di cognac
• 1 pizzico di sale • broccoli per guarnire
Preparazione
Mentre fai cuocere lo Zampone Modena, monta a fuoco basso i tuorli d’uovo con la frusta e successivamente aggiungi un pizzico di sale e, a filo, un cucchiaio di cognac.
Non appena lo zabaione sarà denso, disponi su un piatto da portata lo Zampone Modena tagliato a fette, guarnisci con i broccoli cotti al naturale e con lo zabaione caldo.
Fonti:
Un post dedicato a questa eccellenza del nostro territorio e alla perseveranza di chi ancora lavora le materie prime cercando di mantenere intatte, valorizzandole, le caratteristiche proprie di gusto e origine della materia prima, con l’amore e la passione per il proprio mestiere. La tradizione va rispettata e valorizzata attraverso la memoria e la tecnologia, che possono e devono coesistere. 

 Consigliato da

Simona Rinaldi (kolonistuga ke-r)
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Viaggio nella valle del Po

Alla ricerca dei cibi genuini

La civiltà di un popolo
Il cineturismo è un modo oggi di tendenza per rivivere scene di grandi capolavori del cinema e il territorio ferrarese, forgiato con il lavoro duro e ostinato delle sue genti, si è ben prestato nel cinema italiano d’autore all’ambientazione di storie spesso drammatiche, di esistenze tormentante, di intense passioni.
La città, il Po, le valli e il delta hanno sempre esercitato un fascino particolare su grandi registi ferraresi, come Michelangelo Antonioni, Florestano Vancini o Folco Quilici, e non solo.
Intervista realizzata nel corso del Viaggio sul Po (a.a. 2007-08) degli studenti dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo